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Metro C SCPA, dichiarato lo stato di agitazione da parte dei sindacati

Il 23 Giugno scorso si è svolta l’assemblea di tutto il personale diretto del consorzio Metro C scpa presso la mensa del cantiere Pozzo 3.3, Celimontana via Claudia, Roma, indetta dalle organizzazioni sindacali Fillea Cgil di Roma Centro Ovest Litoranea, Filca Cisl di Roma e Feneal Uil di Roma. All’ordine del giorno l’Informativa sull’incontro tenutosi con la Società lo scorso 16 giugno, la proroga della CIGO (la cassa integrazione guadagni ordinaria) e la delibera “Talpe” della Giunta Capitolina in merito al finanziamento CIPE.

Lo scorso 16 giugno la Società Consortile Metro C scpa ha informato le Organizzazioni Sindacali Territoriali e le Rappresentanze Sindacali Aziendali che sono sorti nuovi problemi che ostacolano la ripresa dei lavori. Contrariamente a quanto comunicato, in via informale, durante gli incontri della Commissione Covid 19 sulla possibile ripresa delle lavorazioni dopo il 27 Giugno, alla fine del periodo di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria.

L’azienda, come già ci ha comunicato, ha intenzione di proseguire con una proroga di ulteriori 13 settimane di CIGO, a partite dal 29 giugno, a causa dell’incertezza derivata da quanto stabilito dalla determina capitolina del 09/06/2020 conseguente alla delibera di giunta.

Una determina con cui si vincola la ripresa dei lavori, stabiliti dalla Delibera, ad una serie di atti richiesti al MIT. Una delibera che, ci preme ricordare, arriva a solo il 3 Giugno, dopo mesi di cassa integrazione ordinaria, e che non ha fatto altro che recepire la delibera del CIPE del dicembre 2019, con cui veniva deliberato lo stanziamento di circa 10 milioni di euro per la realizzazione della Stazione Piazza Venezia e ritenuto fondamentale l’estensione della Tratta da Fori Imperiali a Piazza Venezia per il proseguo dell’opera fino a Piazzale Clodio.

In queste condizione è evidente che non solo è irraggiungibile l’obiettivo di ripresa progressiva delle attività di scavo della prima galleria, nelle prossime settimane e con il reintegro del personale, il cui completamento era previsto per la fine di luglio 2020, ma si bloccano tutte le opere necessarie al completamento della Tratta e, di fatto, si rischia di mettere in crisi l’intero progetto.

I lavoratori e le organizzazioni sindacali ribadiscono di avere l’esigenza di avere chiarezza in merito ai risvolti futuri dell’opera perché la realtà è ben diversa da quella rappresentata nei post delle pagine social di Sindaca e Assessori. Ci troviamo davanti ad una delibera del CIPE e la posizione assunta da Roma Capitale, ad oggi, ci sembra al quanto strumentale e legata ad una mancata volontà politica di assumere una posizione chiara e certa verso i cittadini e verso i lavoratori, potenziali ed incolpevoli “ vittime” di una campagna elettorale che è ormai alle porte.

Sono anni che chiediamo un confronto chiaro attuale Amministrazione, che ancora oggi viene negato, perché non saranno i due mesi previsti di lavorazioni delle TBM a garantire il futuro occupazionale di centinaia di lavoratori. Le professionalità altamente specializzate impiegate nei cantieri rischiano di essere un patrimonio che verrà disperso, così come il futuro della mobilità della Capitale.

Dopo 39 settimane di cassa integrazione ordinaria, non per Covid-19, perché causate dall’incertezza di mesi di attesa di una delibera, non ci aspettavamo certamente altre 13 settimane di cassa integrazione. Mentre per le lavoratrici e i lavoratori diventa sempre più pesante il protrarsi delle penalizzazioni retributive l’unica certezza che appare delinearsi non è la ripresa dei lavori ma sembra essere l’apertura di una procedura di licenziamenti al termine delle lavorazioni delle talpe.

Per queste ragioni lanciamo lo stato di agitazione per chiedere risposte immediate sulla ripartenza delle TBM per la ripresa dell’attività produttiva e risposte certe sul futuro del proseguimento dell’opera, per la salvaguardia occupazionale dei dipendenti Metro C e dell’intero indotto, oltre che per la mobilità delle cittadine e dei cittadini della Capitale.

Durante l’assemblea abbiamo annunciato che organizzeremo un’iniziativa presso piazza del Campidoglio per il 2 luglio 2020 alle ore 14.00. Inoltre manderemo l’ennesima richiesta d’incontro alla Sindaca Raggi e agli assessori competenti per la stessa giornata del 2 luglio.

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